Èsodo 34,4b-6.8-9; Salmo Daniele 3,52-56; 2Corìnzi 13,11-13; Giovanni 3,16-18
Dio è Amore
Cercare prove su ogni “perché”, che sfiori le coscienze, è sapienza umana, ma non è paragonabile alla Sapienza di Dio.
Alcuni uomini, ricercando Dio, lo negano. Sono nell’errore.
Altri, «pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio»: non è più soltanto errore; è il “peccato del mondo”. «Chi non crede non ha alcun motivo di scusa perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
Chi non accoglie Gesù, come Salvatore e Figlio del Padre, «è già stato condannato».
Altri, positivamente, cercano di “spiegare Dio” con Filosofia o con Teologia.
Gesù Cristo dona l’unica efficace spiegazione, non con discorsi, ma consegnandosi volontariamente alla Passione e Resurrezione. E l’umanità stenta a credere e comprendere l’Amore: «Sì, siamo un popolo di dura cervice».
Abbiamo fiducia: «Chi crede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, non è condannato».
Piuttosto che “studiare” Dio, si innalzi un cantico di gloria e lode costruendo resurrezione: “Signore, «tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».
La conoscenza di Dio, se vogliamo, è già vicina alle coscienze. Dante Alighieri, nella Divina Commedia, fa dire a Beatrice: «Avete il novo e ‘l vecchio Testamento, e ‘l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento». Le Sacre Scritture, razionalmente affidabili, nella fede sono credibili: annunciano e sono guide sicure. Esse istruiscono e sono vita: Dio è Amore e si manifesta all’uomo credente come Padre, Creatore; Parola, Figlio del Padre, Gesù Cristo, Crocefisso, Morto, Risorto, il Vivente; Santo Spirito, Paraclito, Consolatore perfetto.
1. Gesù, Parola del Padre, fattasi Uomo e Carne della nostra carne, si presenta attestando di essere Figlio: «Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio».
2. Gesù annuncia il Padre, «il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà». Il Padre Creatore è «Dio che ha tanto amato il mondo da dare il Figlio perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui».
3. Gesù promette, e, con il Padre, invia il Santo Spirito: «E io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito, perché rimanga con voi per sempre». È il Santo Spirito che aiuta a vivere i consigli, i mandamenti, che Gesù, nelle sue parole ed in quelle dei suoi discepoli ha lasciato: «Siate gioiosi».
Scrivo “mandamenti”, non “comandamenti” perché confondiamo i comandamenti mosaici dell’A.T. con il «Tendete alla perfezione» di Gesù. Gesù non si è fatto Uomo per continuare a dettar leggi, ma a dirci: «Fatevi coraggio a vicenda»; «abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi». Non leggi, ma aiuti per vivere sereni.
Vicini, prossimi a noi, vivono “fratelli nell’amore”. I discepoli di Gesù chiedono: «Salutatevi a vicenda con il bacio santo». A tutti i fratelli, così, giunge la Consolazione del Santo Spirito: «Tutti i santi vi salutano».
Chi sono questi santi? Non quelli dei calendari né statue o immagini presenti in chiese, oratori e case, ma fratelli che invocano Dio: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi».
(didon)