Samuèle 7,1-5.8-12.14.16; Salmo 88 (89); Romani 16,25-27; Luca 1,26-38
Cercasi casa: il Signore ne ha bisogno
La casa «di Dio sta ancora sotto i teli di una tenda»: può sembrare inutile provocazione; invece è verità! La casa di Dio non sono le molte costruzioni, spesso grandiose, di templi. La casa di Dio sono le coscienze dei credenti che vivono come fossero fuori casa; tanto è il dolore diffuso negli animi. Viviamo una casa distrutta da odi incrociati. C’è qualcuno peggiore di Erode. Persecutori come Erode, riempiti di onorificenze possono dire: «io abito in una casa di cedro».
Motivo di preghiera è che si comprenda il rapporto di paternità di Dio verso ogni uomo: russo o ucraino, palestinese o israelita: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio». Dio, sì; l’uomo, no! Le feste natalizie sembrano, per alcuni, invito a gozzovigliare, per altri, essere cacciati di casa. Oh! se l’umanità accogliesse la parola «la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me», allora, sì: «il tuo trono sarà reso stabile per sempre».La realizzazione del piano di Dio è ancora un «mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni».
Che «per ordine dell’eterno Dio» possiamo riuscire ad annunciare la Parola in modo credibile! Possa esser tradotto in opera il mistero «ora manifestato mediante le scritture dei Profeti». Il peccato è che il mistero «annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede» rimane carta scritta, non resa storia per ogni persona.
Che possano tutti i popoli rendere onore «a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo».
Ad una Vergine fu detto circa 2000 anni fa: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». «A queste parole ella fu molto turbata». Non facile ad illusioni, la Donna, Maria, «si domandava che senso avesse un saluto come questo». La risposta ad una domanda mai pronunciata fu: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù».
«Sarà Figlio dell’Altissimo. Regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe. Il suo regno non avrà fine».
Come accogliere un saluto insolito ed inaspettato? Maria domanda: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Il desiderio di Maria di non opporsi alla chiamata e di avere conforto per non crearsi illusioni riceve chiarimento: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra».
La Vergine si sente coinvolta nel progetto, atteso per secoli da Israele; non ha difficoltà a comprendere il seguito dell’annuncio: «Colui che nascerà sarà santo e Figlio di Dio».
Non c’era bisogno che l’annuncio aggiungesse: «Nulla è impossibile a Dio». Ben lo comprendeva intimamente Maria che non chiese altre spiegazioni e dedicò immediatamente la sua persona al volere del Padre: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
Non v’è bisogno di altro: «E l’angelo si allontanò da lei». Avremmo preferito che l’annunciatore fosse rimasto in perpetuo vicino a Maria, che avesse risolto i dubbi di Giuseppe, i problemi del crescere e dell’educare, della casa, del lavoro, del futuro. Non si domanda Maria: “Che sarà di me? Come, quando, dove, come, chi mi aiuterà, come farò”. Ne aveva bisogno, ma non disse: “Cerco casa!”, in senso storico e simbolico.
Innalzò un cantico al Padre: «A Lui la gloria nei secoli. Amen».
(didon)