La parola … la tua parola

Chi siamo

Chi sono:
un presbitero cattolico, piuttosto anziano, direi vecchio negli anni, ma che ancora non se li sente tutti e si illude (sperando che l’illusione diventi sogno realizzabile e in parte realizzato) di adoperarsi perché cresca il Regno di Dio.
La Speranza di divenire, poi, non un “chi sono”, ma un “chi siamo”, possibile gruppo di amici alla ricerca di significati della Storia, riesce a farmi decidere di tentare l’impresa.

Di qui sorge il
Chi siamo:
amici che ricordando tempi della giovinezza, vissuta con grandi ideali, sognano la vita ad esempio del “sognatore” Giuseppe (Matteo 2,13.19) collaborano per la costruzione del Regno di Dio e dell’Uomo.

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La Parola

 

Corale
Vetrallese

 


La Festa

PUBBLICATO E ON  LINE:

LE PAROLE DICONO CHE SIAMO CRISTIANI
di Lamberto Di Francesco

Le parole dicono che siamo cristiani. Se le parole non corrispondessero alla realtà sarebbero inganno per l’uomo aperto all’ascolto della Parola. Il linguaggio cristiano diviene attraente in base alla fedele testimonianza del Vangelo. L’annuncio cristiano non è per l’uomo che apre il Libro, bensì per il credente lieto di donare ascolto devoto alla Parola proclamata e contenuta nel Libro. La verità, la bellezza, la libertà, fondate sulla parola di Dio, impegnano per un continuo e coerente cammino capace di trasformarsi in entusiasmante sequela del Risorto. Dimenticati i Codici e scelto e aperto il Vangelo: la bellezza per sempre accade. … leggi tutto

Gli ultimi articoli

28 NOVEMBRE 2021 – I DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Geremìa 33,14-16; Salmo 24 -25; 1 Ts 3,12 – 4,2; Luca 21,25-28.34-36.
Come vivere per poterci dire cristiani?
“Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù: State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”.
Siate vigili in ogni momento, pregando, così avrete “la forza di sfuggire” al male presente nella storia: così preoccupazioni e sofferenze “non vi piomberanno addosso all’improvviso” e potrete “comparire davanti al Figlio dell’uomo” con gioia serena.
Se ne parla spesso: cosa significa la fine di tutte le cose (come si dice: la fine del mondo)?
La sapienza umana afferma che tutto muore.
La scienza dimostra che tutto si trasforma. leggi tutto…

21 NOVEMBRE 2021 NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO B

Daniele 7,13-14; Salmo 92 (93); Apocalisse 1,5-8; Giovanni 18,33b-37.

Aggiungo quasi nulla alla parola di Dio che, al termine dell’anno liturgico, richiama il credente alla persona del Salvatore e Redentore, Cristo Gesù.
A Gesù Cristo, “simile a un figlio d’uomo, furono dati potere, gloria e regno”.
Tante chiacchiere di giustizia facciamo, ma “Gesù Cristo è il solo testimone fedele”.
Un canto di gloria e di lode s’innalzi “a Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,
che ha fatto di noi un regno per il suo Dio e Padre”.
Il canto si faccia preghiera “a Lui” degno della “gloria e della potenza nei secoli dei secoli”.
Chi non ha riconosciuto Gesù avrà ancora la possibilità di farlo perché di nessuno lui vuole condanna, ma salvezza.
Lui, “sovrano dei re della terra” è il “primo risorto dai morti”: “ogni persona lo riconoscerà, anche quelli che lo trafissero, e, per lui, tutti i popoli della terra si batteranno il petto”. leggi tutto…

14 NOVEMBRE 2021 – XXXIII DOMENICA T. O. Anno B

.Daniele 12,1-3; Salmo 15 (16); Ebrei 10,11-14.18; Marco 13,24-32
Come sarà la fine della storia umana?
Sarà un incontro tra il Creatore e la sua creatura più bella. Sarà l’attesa del Risorto; egli è vicino, è alle porte. E’ qui.
Sarà come risvegliarsi da un lungo sonno: “Chi avrà indotto alla giustizia risplenderà come le stelle per sempre alla vita eterna”. Tutti comprenderanno che esiste un solo Regno: quello di Dio.
Quando sarà? “Quanto a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre”.
Il Signore “manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti che erano dispersi”. La parola di Dio è per sempre: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

07 NOVEMBRE 2021 XXXII DOMENICA T. O. – Anno B

1Re 17,10-16; Salmo 145 (146); Ebrei 9,24-28; Marco 12,38-44
“Guardatevi dagli ipocriti, che amano lunghe vesti, ricevere saluti, avere i primi posti nei banchetti”.
“Divorano le case delle vedove”.
E tutti a domandarsi: chi sono questi disonesti? Chi è così disonesto da depredare le case delle vedove? Pronti ad attribuire ad altri colpe e responsabilità, risposta dovuta: Io no!
Su un argomento come questo si rischia di entrare in polemiche sociologiche e politiche. Una sola risposta, quella di S. Paolo: “chi non vuol lavorare, neppure mangi”.
Gli errori nell’esser disposti a lavorare, si ripetono nella disposizione a pregare: “Pregano a lungo per farsi vedere”. Il problema non è il pregare a lungo, ma il desiderio “di farsi vedere”.
Evidente è ormai che gli onesti hanno “solo un pugno di farina e un po’ d’olio”. Proprio quando si è in queste condizioni, il Signore dice: “Non temere; va’”.
Per dove? Domandano anche i più fedeli degli onesti: “Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscerne la via?” leggi tutto…

01 NOVEMBRE 2021 TUTTI I SANTI – SOLENNITÀ

Ma quando, o Signore?
Apocalisse 7,2-4.9-14; Salmo 23 (24); 1Gioanni 3,1-3; Matteo 5,1-12

Rivolgiamo a Dio la domanda riguardo all’avvento del Regno nel quale i miti, coloro che piangono, i poveri in spirito, i perseguitati avranno ricompensa. La domanda è di doppio valore: adesione al piano di Dio di riconciliare tutte le cose per mezzo di Cristo in Dio e questa prima formulazione va a genio; la seconda non molto: per giungere a rendere chiaro quale fosse il suo Regno, Gesù si è sottoposto alla Croce per poter giungere alla Resurrezione. Non è che ci si possa attendere di meglio.
Ci auguriamo di essere tra quelli segnati con il sigillo del Dio vivente e non essere devastati completamente dal martirio quotidiano della esistenza terrena alla quale stiamo, già molto chiaramente, partecipando.
Per questo martirio quotidiano domandiamo: quando terminerà?
Beati e consolati è che non siamo soli nel martirio: anche Lui è qui, oggi, adesso, insieme con noi, poveri, offesi, piangenti. leggi tutto…

31 OTTOBRE 2021 XXXI DOMENICA T. O. – Anno B

Deuteronòmio 6,2-6 Salmo 17 (18) Ebrei 7,23-28 Marco12,28b-34
Qual è il primo di tutti i comandamenti?
«Il primo è: “Ascolta, Israele”. Il fondamento della fede è la capacità di ascoltare con fiducia, non polemica.
Ciò che dobbiamo ascoltare è che “Il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore”.
Le altre cose sono conseguenza dell’Ascolto: “Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”.
Non avere paura di Lui, ma “Temi il Signore, tuo Dio” e “osserva per tutti i giorni della tua vita, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi”.
Il Signore chiede a te padre di famiglia, a te madre, che questa tensione all’ascolto sia trasmessa: “Tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio”.
L’ultima conseguenza della Legge è: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
“Questi sono i precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore”.
Le risposte alla prima domanda sono esatte. Attenzione, però: l’esattezza delle risposte e la corrispondenza della vita alla Legge non introduce nel Regno. Gesù risponde: «Non sei lontano dal regno di Dio».
Ma non sei ancora entrato. leggi tutto…

24 OTTOBRE 2021 XXX DOMENICA T. O. – Anno B

Geremìa 31,7-9 Salmo 125 (126) Ebrei 5,1-6 Marco 10,46-52

Il momento storico che attraversiamo esige che ognuno di noi preghi: “Gesù, abbi pietà di me!”.
Questa è una preghiera individuale, personale, nemmeno familiare, è di singoli che confidano in Gesù come ultimo baluardo contro la malattia e le difficoltà che opprimono il corpo e le coscienze.
La preghiera personale per essere efficace ha necessità di divenire preghiera del popolo di Dio. Il Padre stesso annuncia: “Io sono un padre per il mio popolo”.
La Sacra Scrittura conferma in questa fede quando ricorda che i padri “Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni”.
Il Padre, nell’Antico Testamento, dialogava con il popolo di Israele.
Il Figlio, Gesù, uscendo dalla sua situazione temporanea e terrena, ha lasciato per noi un sommo sacerdote “in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore”. E’ chiamato a farlo, “essendo anche lui rivestito di debolezza” e, per questa, “egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo”. leggi tutto…

17 OTTOBRE 2021 – XXIX DOMENICA T. O. – Anno B ()

Isaìa 53,10-11; Salmo 32 (33); Ebrei 4,14-16; Marco 10,35-45.

Gesù domanda: «Che cosa volete che io faccia per voi?».
La risposta va subito al “sodo”: “Concedici di sedere nella tua gloria”. Sempre i soliti: l’unico valore ricercato.
Gesù, sorprendente, riflette sulla vita di ognuno (per qualcuno ancor più): “Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati”.
Quando la storia personale e di comunione va bene, non si fa fatica ad ascoltare. Quando la storia tortura la vita, quante volte si dice al Signore: fino a quando? Fino a quanto?
La risposta della Scrittura è fonte di speranza: “Abbiamo un sommo sacerdote che sa prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è messo alla prova ancora oggi insieme a noi, escluso il peccato”, ma “dopo il suo intimo tormento vedrà la luce; il giusto mio servo giustificherà molti”. leggi tutto…

10 OTTOBRE 2021 – XXVIII DOMENICA T. O. – Anno B

Sapienza 7,7-11; Salmo 89 (90); Ebrei 4,12-13; Marco 10,17-30

I discepoli sono sconcertati dalle parole di Gesù: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».
Lo stesso sentimento è presente in laici e ministri a servizio della Chiesa di Gesù nell’ambire realizzazioni personali e non del Regno di Dio. Il tempo, voglioso di immagine, spinge a farsi benvolere, applaudire; suscitare allegrie insensate, approvazioni incoscienti.
La ricerca del possesso e del denaro sono alternativi alla scelta cristiana.
Il giovane del Vangelo che “possedeva molti beni si fece scuro in volto e se ne andò rattristato”.
Si sostituisce il Dio d’Abramo e di Gesù con l’ambizione di possesso e denaro.
L’unica salvezza viene da Parola: “La parola di Dio è viva, efficace; essa discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”. leggi tutto…

03 OTTOBRE 2021 – XXVII DOMENICA T. O. – Anno B

La famiglia
(Gènesi 2,18-24; Salmo 127 (128); Ebrei 2,9-11; Marco 10,2-16)
L’ordine naturale della Salvezza parla di Padre, Madre, Figli. Così era in principio; così sarà nella ricostituzione di tutti i valori al termine di ciò che è terreno. Questo ordine naturale, da sempre parzialmente sovvertito per passioni senza equilibrio, non impedisce a Dio, anche “per mezzo di sofferenze, di rendere perfetto il Cristo che guida la famiglia alla salvezza”.
Da ricostituire è l’ordine naturale e biblico: la donna è “un aiuto che corrisponde nella natura e dignità all’uomo, osso dalle sue ossa, carne dalla sua carne”.
La Sacra Scrittura afferma: “Non è bello \ bene che l’uomo sia solo”. Sappia l’uomo, invece, donare, riconoscere, onorare nella donna colei che è ornata della stessa natura e dignità perché ha origine dall’alito di Dio, la medesima dell’uomo. leggi tutto…

VANGELO

Domenica 28 novembre
I Domenica d’Avvento

Lectio Divina