DiDon

Lectio Divina

Oltre le parole giungere a Parola (sulle preghiere cambiate)

Ogni traduzione, perfetta che sia, è infelice perché sempre è interpretazione. Gesù parlava aramaico: anche parlassimo aramaico, oggi, il nostro parlare non corrisponderebbe alla lingua parlata da Gesù, come l’italiano parlato da Dante Alighieri, oggi, è poco comprensibile ed ha necessità di essere spiegato. I significati delle parole e delle locuzioni di oggi sono diversi da quelli di ieri.
Una religione che vivesse di parole sempre uguali e di riti non dissimili da quelli del passato non sa di tradizionalismo, ma molto di superstizione presuntuosa; assolutamente non di fede. Il dialogo tra l’uomo e Dio deve essere sentito come vivo ed attuale dall’uomo vivente e presente. leggi tutto…

Divina Lectio

Gatto bianco:
Bianco è un aggettivo che qualifica il gatto. Importante è il gatto; che poi sia bianco è un accessorio.
Il contrario: è l’opposto.
Bianco il gatto: Il Gatto è quasi una specificazione del Bianco. Importante è che sia Bianco.
In genere: al centro l’Uomo e l’Uomo sono io che leggo. Il primo sono io.

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22 GENNAIO 2023 III DOMENICA T. O. – Anno A

Isaìa 8,23b-9,3; Salmo 26 (27); 1 Corìnzi 1,10-13.17; Matteo 4,12-23
Da ‘Parola’ a ‘Carne’: e lo chiamammo Gesù
Quando il Vangelo giungerà fedelmente ai cuori, «il popolo che cammina nelle tenebre vedrà una grande luce». Occorre tornare allo stile della piccola Galilea di Gesù per farne una «gloriosa Galilea delle genti».
1. Parole di Papa Francesco: “Giovanni, compiuta la sua missione, sa farsi da parte, si ritira dalla scena per fare posto a Gesù. Giovanni ha indicato Gesù come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e ora si mette in umile ascolto. Da profeta diventa discepolo. Ha predicato al popolo, ha formato i suoi discepoli. Fa un passo indietro, perché molti abbiano la gioia di incontrare Gesù. Imparare a congedarsi: se non lo si fa è per protagonismo o per interesse.
Libertà dagli attaccamenti: virtù di farci da parte, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù.
Questo è valido anche per i genitori verso i figli: «Non vi lasciamo soli», ma con discrezione, senza invadenza. leggi tutto…

15 GENNAIO 2023 II DOMENICA T. O. – A – 17 gennaio: S.Antonio abate

Isaìa 49,3.5-6; Salmo 39 (40); 1 Corìnzi 1,1-3; Giovanni 1,29-34
Solitudine e Silenzio
Uomini vagavano soli e sperduti in lande desolate senza la chiara conoscenza di Luce e Parola.
Luce e Parola non sono mai assenti e si fanno prepotentemente vere ed attuali nella promessa di verità del Padre: in principio, all’inizio dei tempi, per mezzo di Parola, il Padre mandò la luce.
Negli ultimi tempi il Padre si è fatto ascoltare: «Io ti renderò luce delle nazioni». E la luce venne: Gesù. Il dono esiste anche se non sempre i popoli lo accolgono. Nella misura in cui viene accolto diviene efficace e la Luce si realizza per mezzo di Parola.
La promessa non riguarda il passato; è ancora vivente «perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra».
A chi si rivolge la promessa? «Alla Chiesa di Dio».
Coloro che accolgono la promessa sono «santi» per la «chiamata» che hanno ricevuta dal Padre, perché sono «stati santificati in Cristo Gesù». Santi sono loro «insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro». leggi tutto…

08 gennaio Battesimo del Signore

Isaìa 42,1-4.6-7; Salmo 28 (29); Atti 10,34-38; Matteo 3,13-17
Chiamati e mandati

Le feste del Natale e della Epifania si completano con la festa del Battesimo di Gesù. Tre feste in una per presentarci Gesù come Salvatore: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio».
L’annuncio del Regno del Padre viene donato prima ai pastori, poi ai Magi, infine a tutto il popolo.
Nessuno può ignorarlo: non lo ignora Giovanni anche se si schernisce sentendosi indegno di battezzare Gesù: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?».
Il Padre ci presenta il Salvatore: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Gesù, nel battesimo di Giovanni, cosciente di ogni futuro, «uscì dall’acqua ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui». La sua missione è essere «alleanza del popolo e luce delle nazioni».
In quale modo accadrà l’annuncio di Gesù? Porterà «il diritto alle nazioni con verità», aprirà «gli occhi ai ciechi», farà uscire alla luce «i prigionieri che abitano nelle tenebre». «Non griderà né alzerà il tono», passerà in mezzo al suo popolo «beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo». Di fronte alle difficoltà «non verrà meno e non si abbatterà».
Chiunque sarà capace di «verità» accoglierà l’invito del Padre: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». leggi tutto…

01 GENNAIO 2023 MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Numeri 6, 22-27; Salmo 66 (67); Gàlati 4,4-7; Luca 2,16-21
Anno di verità nella storia, non di auguri illusori
«Dio mandò il suo Figlio»: è giunta «la pienezza del tempo» della salvezza dell’Uomo nel Creato e l’inizio della liberazione dalla schiavitù del male. Perché questa salvezza iniziata non si realizza pienamente?
Se si è onesti, e belli dentro, non si può attribuire la mancata piena realizzazione della salvezza a Dio: è necessario iniziare una conversione e divenire disposti come «[i pastori], ad andare, senza indugio, e trovare Maria e Giuseppe e il Bambino».
Quanto si è disposti ad accogliere un Bambino «nato da donna, nato sotto la Legge», si è capaci anche di «riscattare quelli che sono sotto la Legge», «perché ricevessimo l’adozione a figli». leggi tutto…

25 DICEMBRE 2022 NATALE DEL SIGNORE

Isaìa 9,1-6; Salmo 95 (96); Tito 2,11-14; Luca 2,1-14
Buon Natale
La storia attuale nella notte di Natale: una luce in fondo al tunnel. E nel tunnel siamo noi: guardare lontano e scoprire il percorso, non i binari, da seguire: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce».
Sui binari di leggi assassine cammina «ogni calzatura di soldato che marcia rimbombando e ogni mantello intriso di sangue», ma questi «saranno bruciati, dati in pasto al fuoco»: che venga presto, Signore, la fine del tunnel.
C’è un percorso da seguire: «un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio». Sarà bello crescerlo. Lo «farà lo zelo del Signore»: sta a noi permetterlo, spalancare gli occhi davanti alla luce in fondo al tunnel. leggi tutto…

18 DICEMBRE 2022 IV DOMENICA DI AVVENTO – A

Isaìa 7,10-14; Salmo 23 (24); Romani 1,1-7; Matteo 1,18-24
Un percorso: Ciotola di riso – Ciocca di capelli
Ci si rivolge a Dio, in momenti di sconforto. Qualcuno bestemmia, anche: «Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio?».
Il rimprovero del profeta, uomo, è aspro. Quale risposta darà all’uomo la Parola di Dio?
Eccola: «Pertanto il Signore stesso vi darà un segno». Il segno, invece che rimprovero e punizione, è promessa di salvezza: «Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».
Giuseppe è chiamato e, perché chiamato, è amato da Dio e santo. Saprà accogliere un percorso esaltante e certo impegnativo? «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa».
Il Dio di Abramo non chiede a Giuseppe di essere un credulone e chiarisce: «Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo». leggi tutto…

11 DICEMBRE 2022 III DOMENICA DI AVVENTO – A

Isaìa 35,1-6a.8a.10; Salmo 145 (146); Giacomo apostolo 5,7-10; Matteo 11,2-11
Non è tempo d’attesa
«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».
Capaci di scoprire il volto di Dio nei fratelli che hanno fame, sono malati, divenuti un rifiuto?
Personalmente non sono capace: constato di essere un sottoprodotto della civiltà dell’utile. La società dell’utile è benestante; produce rifiuti e si lamenta perché non sa dove buttarli. Quando gli anziani affermano “non servo più a nulla che sto a fare?” occorre esser capaci di far comprendere quanto sono importanti testimoni del bello.
Il ‘c’ho da fa’ imprigiona ogni buona intenzione; condiziona la vita al punto di essere posseduti dal dio denaro; distrugge la vita familiare costringendo a ritmi insostenibili l’unità della famiglia.
La comunità dei credenti rischia di ritrovare il bisogno di riunirsi e di sentirsi insieme in occasioni prefabbricate dai trafficanti di morte. Se si vuole giungere ad un linguaggio cristiano c’è necessità assoluta ed immediata di una conversione radicale.
Il presepe di S. Francesco è divenuto uno spettacolo folcloristico che più si pavoneggia, più porta denaro. Il ‘fenomeno’ religioso, non più ‘di fede’, è usato allo stesso scopo: convertire in essenziale ciò che era strumento soltanto utile. L’orrore è che di fronte a certe manifestazioni diciamo: ‘è bello’! leggi tutto…

8 DICEMBRE 2022 IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Gènesi 3,9-15.20; Salmo 97 (98); Efesìni 1,3-6.11-12; Luca 1, 26-38
Il dialogo con Dio
1.«Dove sei?»: è il Creatore che chiama Adamo, tratto dalla terra. Dove sei Uomo?
La risposta di Adamo: «Ho udito la tua voce: ho avuto paura».
Il Creatore: “Hai avuto paura di me? Se con te ho passeggiato, lieto, nel giardino che ho creato per te!”.
Adamo: «Perché sono nudo, e mi sono nascosto». ‘Umano è il sentirsi nudo’. Anche Pietro, nell’entusiasmo della sequela alla parola e al saluto di Gesù, balza sulla barca per correre da lui. Poi si ferma e, dopo essersi messo la veste, completa il suo correre. Davanti a Dio, non soltanto Pietro, tutti, ci sentiamo sprovvisti di tutto e, insufficienti, cerchiamo scuse e vestito.
2.Un modo di procedere solito: si sbaglia e si cercano scuse accusando altri degli errori commessi. Adamo incolpa Eva: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». leggi tutto…

04 DICEMBRE 2022 II DOMENICA DI AVVENTO A

Isaìa 11,1-10; Salmo 71 (72); Romani 15,4-9; Matteo 3,1-12
Ecco: è qui.
«Tutto ciò che è nella Sacra Scrittura, è stato scritto per nostra istruzione». Come accolgo, io, la Parola che Dio ha donato per la salvezza e la redenzione?
La domanda è resa importante e valida, per questo tempo più che in altri, poiché gli attuali mezzi di comunicazione hanno come movente il dio denaro: la Scrittura, all’opposto, è donata «perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che ne provengono, teniamo viva la speranza».
Nelle malattie, nei disordini e nelle ingiustizie sociali attuali ci rendiamo conto di aver collaborato, in qualche modo, a costruire un mondo a misura di chi sta bene. A tutti si rivolge un appello: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». La parola ‘vicino’ significa ‘è qui’; è presso noi, ci sta accanto. Non significa: ‘più in là, tra un poco giunge, sta per venire’.
Il Signore è venuto ed è qui, alla porta del cuore di ognuno perché apriamo e lui possa entrare. Da più di venti secoli Gesù è nato. Ne facciamo ogni anno una rievocazione: dovremmo farne ogni giorno una attualizzazione. Non lo abbiamo accolto completamente se chi si gloria del nome cristiano ammazza ferocemente, protetto addirittura da capi religiosi cristiani che invocano il Dio di Gesù come dio della guerra, invece che rendere presente una crescita della innocenza.
«Preparate la via del Signore»: è missione cristiana. «Raddrizzate i suoi sentieri!» per renderli agili per la venuta di ogni fratello. leggi tutto…

27 NOVEMBRE 2022 I DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Isaìa 2,1-5; Salmo 121 (122); Romani 13,11-14°; Matteo 24,37-44
Consiglio o minaccia?
«E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno»: ecco un saluto al quale non sembra sia stata mai data risposta.
Sono state date risposte numerose e frequenti ad altri inviti dai quali il Vangelo chiede di allontanarsi: «Non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie».
Abitudinari da sempre, pronti ad accogliere altri inviti: «Mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito». Il problema non è il ‘prendere moglie o marito’ e ogni altra scelta, ma il fatto che «non si accorsero di nulla». Stiamo costruendo un uomo ‘indifferente’.
Ci si sveglia quando non c’è possibilità di reagire: il «giorno in cui Noè entrò nell’arca, venne il diluvio e travolse tutti».
Il Vangelo parla più volte del saper riconoscere i ‘segni dei tempi’ perché «così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo».
Se non siamo stati vigilanti nella vita, non lo saremo neanche nell’ultimo giorno. Né lo vorremo. Non sarà il Giudice a condannare: una esistenza, se vissuta senza Dio, non riterrà necessario averlo presente al termine dei giorni. leggi tutto…

Le Lectio di Don Steno Santi