Atti degli Apostoli 4,32-37; Salmo 117 (118); 1Giovanni 5,1-6; Giovanni 20,19-31
Pace a voi
«Cristo è venuto ad annunciare Pace a voi tutti che siete in Cristo!». Il velo del Tempio di Gerusalemme si squarciò alla morte di Gesù e pose fine ad una Alleanza tra Dio e l’uomo incompleta; nella Resurrezione, iniziò una Alleanza e Missione nuova. L’Antica missione era ‘tramandare, trasmettere’; la Nuova Missione è ‘sequela’, seguire Gesù Cristo nel suo Vangelo, annuncio di giustificazione e di pace anche per chi, dentro di sé, è in guerra, eppur si dice fratello.
Il Vangelo si rende credibile proprio nel suo messaggio umanamente assurdo: amare chi ti mette in croce. Su questo è fondato il «Pace a voi», ripetuto da Gesù:
1. Giovanni 20,19: «La sera di quel giorno, il primo della settimana, venne Gesù in persona, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Gioia di aver ritrovato l’amico e maestro. «Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco». Si mostrò loro «e i discepoli gioirono al vedere il Signore»: non proferì tante parole. Gesù Cristo, ‘il Vivente’, si mostrò.
2. Giovanni 20,21: Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi. Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo». L’affermazione dei discepoli «Abbiamo visto il Signore!» esprime la gioia di una missione già accolta.
3. Giovanni 20,26: Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Gioia per certezze, speranze rifiorite: è ritrovata la strada della verità. Non solo a Tommaso Gesù dice «Metti qui il tuo dito».

Pace di Gesù Risorto e del suo Vangelo è:
1. Condivisione dei doni: ogni credente può scoprire inaspettate sorprese d’Amore. L’Amore arriva prima, previene ogni intuizione. La missione di essere ‘Specialisti’ di Amore, spetta ad ogni credente che accolga la missione di diffondere la Pace di Cristo. Brutta ed inutile è la capacità di donare ‘Tranquillanti’, pacche sulle spalle. Il messaggio cristiano non è: ‘Abbi pazienza con chi ti mette in croce’, ma: ‘Converti chi ti mette in croce’; amare il fratello, anche se malvagio, non per quel che è, ma per ‘chi potrebbe divenire’ e, così, giungere ad una umanità diversa. La Pace di Cristo dona serenità al volto, all’animo, alle mani.
2. Comunione: «La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola». All’origine è ‘comunione’ costituita e donata da Dio, vissuta in cuori diversi. Non sono cuori diversi che, o per finzione o per utilità, si mettono insieme. È dono di Dio costituire l’unità ed una continua Comunione. Non sono diverse persone o comunità che, per un atto democratico, si costituiscono in Comunione: è unica fiamma divina che si divide in tante fiammelle.
3. Conoscenza: il Creato e le Creature, ora divisi, aspirano ad essere immagine somigliante del Creatore. Quanto il Creato dovrà attendere? Prima della Resurrezione, i discepoli «non compresero le sue parole»; Tommaso aggiunse: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Il cristiano è chiamato ad osare l’Amore e proclamare: «Abbiamo visto il Signore». Non sono spiegazioni umane che cerchiamo: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto». Gesù Cristo aiuta i discepoli nelle loro incertezze: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma, per il momento, non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della Verità, vi guiderà a tutta la Verità»: la Resurrezione può essere umanamente chiarita, ma ha necessità che sia amata – creduta. Fede è comprensione intima per aver accolto la Resurrezione: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Prima della terra, il cuore: conseguenza di Pace è Misericordia. «In questo conosciamo di amare i figli di Dio»: giungere ad esclamare «Mio Signore e mio Dio!». Accade quando «amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti». La Resurrezione è dono che impegna ogni credente: «la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede che Gesù è il Figlio di Dio».
(didon)