Isaìa 42,1-4.6-7; Salmo 28 (29); Atti degli Apostoli 10,34-38; Matteo 3,13-17
Un uomo nuovo: diffondi la buona notizia
Quando festeggi la nascita di un Bambino, per coerenza, sei chiamato a festeggiare, cioè a rendere festa, la sua vita.
Festeggiare Natale e non rendere festa la vita è incoerenza. Coerenza è aiutare a crescere il Bambino che già chiama: “Lasciate il vecchio modo di essere, create ed aiutate a crescere l’Uomo nuovo”. Come fare? Il dialogo filiale con il “Padre nostro che è nei cieli” si estenda oltre i confini della devozione tradizionale familiare ed esca allo scoperto. Siamo cristiani, diciamolo al mondo: “Lasciamo il linguaggio usuale pagano, accresciamo il dialogo fondato dal Bambino Gesù; con i Magi tracciamo altre strade al mondo. Purifichiamo l’umanità decaduta, creiamo un mondo vivibile per l’Uomo nuovo attraverso l’acqua del Battesimo”: «Questa è la Parola che il Padre ha inviato ai suoi figli».
1. Non si tratta di abolire, ma di donare significati nuovi al vivere umano: rispettare ed osservare una Legge, ma superarla. Giovanni avrebbe desiderato spazzare via un mondo di peccato: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Gesù gli risponde: «Lascia fare, per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia».
2. Su Gesù Cristo fondare un uomo nuovo. Non chiamati a rinnegare il passato, ma chiamati a sostituire, nell’uomo imperfetto, obblighi con ideali; accompagnare le leggi con la libertà dei figli di Dio, suggerendo traguardi di bellezza, festa, gioia, non più paura. L’uomo, quello vecchio, si opporrà, renderà faticoso il cammino, ma il regno di Dio avanzerà senza esitazioni: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
Il primo Uomo nuovo è colui che Giovanni ha battezzato: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea». Gesù Cristo sarà testimone di vita per l’Uomo nuovo perché «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzareth».
Gesù Cristo invita ad imperituri ideali. Il Padre Nostro così ce lo presenta: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui. Egli proclamerà alle nazioni il diritto con verità, aprirà gli occhi ai ciechi, farà uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».
3. Il Padre completa la presentazione di Gesù Cristo alla Umanità così: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». Chi è attratto e rimane ammirato ed entusiasta di Gesù Cristo ne condivida gli ideali e sia entusiasta di diffondere la Notizia buona e bella: «Gesù Cristo è il Signore di tutti; è l’Uomo nuovo che annuncia la pace».
«Concedi, Signore, a coloro che sono stati rigenerati nell’acqua e nello Spirito di vivere con pietà e giustizia in questo mondo per ricevere in eredità la vita eterna».
(didon)