Ebrei 5,7-9; Salmo 30 (31); Giovanni 19,25-27; Luca 2,33-35
«Avvenga per me secondo la tua parola»
Maria si pone a disposizione di un progetto di povertà e persecuzione, di gloria e resurrezione: è, con il Figlio, segno di contraddizione. È Madre: conosce gradualmente il Figlio suo e Figlio di Dio; gli dona un corpo soggetto alla sofferenza, non al peccato. Fin sotto la Croce, fino alla Resurrezione: patibolo e gloria.«Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offre preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio»: rassomiglia a sua Madre. E Maria, Madre, assomiglia al Figlio.
La Madre, alle nozze di Cana, «per il suo pieno abbandono al Padre», affretta «l’ora» del Figlio: la Cena, la Passione; nella festa di nozze è manifestazione di famiglia gloriosa.
Come Gesù Cristo, che, «pur essendo Figlio, impara l’obbedienza da ciò che patisce e, reso perfetto, diviene causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono», Maria ed il discepolo prediletto di Gesù «stanno presso la croce».
Nel «Donna, ecco tuo figlio!», «Figlio e fratello, ecco tua Madre!», Gesù chiama Maria a completare la sua missione di Madre Addolorata per un Figlio morente e per tanti figli adottati, chiamati a smetterla di crocifiggere fratelli.
«E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé»: dalla celebrazione di quella Pasqua «Gesù è qui per la caduta e la risurrezione di molti e segno di contraddizione». Come far vivere questo segno nella famiglia umana?
Il mondo, sviluppato, ma non avvolto dal progresso, non ha più storia: ha poca anima e speranza. Si dice cristiano, ma la sua vita è contraddizione della Croce e della Resurrezione. Il difetto grave: non aiuta a vivere come famiglia. Tenta di uccidere il Cristo e, con «una spada, trafiggere l’anima» della Madre, ma sarà la Croce a «svelare i pensieri dei vostri molti cuori»: la Chiesa di Gesù Cristo cresce figli che vivono la verità.
Il mondo circonda di individualismo menzognero: accetta fratelli se utili, sfrutta e li rigetta inutili. Non educa alla vera reciproca accoglienza ed al rispetto. È complice delle nefandezze di un mondo dedito al dio denaro, che nega la persona e la vita.
Dodici apostoli, sorretti dalla parola testimone di Maria, un giorno sconvolsero il mondo. Ci si duole oggi per la diminuzione di persone che donano la vita alla Parola ed al Pane di Gesù Cristo: non è detto che oggi debbano essere più di dodici. È bello e glorioso che siano figli, che sappiano accogliere, educare, scuotere. Accogliere e non accettare. Accogliere e convertire.
(didon)