1Re 19,9a.11-13a; Salmo 84 (85); Romani 9,1-5; Matteo 14,22-33
Esci da te stesso, fermati. Nel silenzio, vieni.
1. Innata è la preghiera nell’uomo: aspirazione e ricerca per incontrare Dio. San Paolo ha «nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua» a causa di coloro che, pur avendo «l’adozione a figli, la gloria, la legislazione, il culto, le promesse», non accolgono anzi nascondono il volto di Dio.
La fede cristiana è fondata sulla Sacra Scrittura: essa non è donata per spiegare teoriche verità, ma per “informare”, cioè dare forma vitale alla esistenza di ogni creatura. È un processo vitale, non logico. È ascoltare il Signore che parla, piuttosto che parola di uomini che “spiegano” Dio. Dio non ha bisogno di essere “spiegato” è Lui che si presenta alla vita d’ognuno. Dio non ha bisogno nemmeno di “lunghe preghiere”: «quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente».
2. Ma dove sei Signore? Come mi parli?
La Sacra Scrittura insegna e porta all’incontro con Dio: «Esci e fèrmati alla presenza del Signore». Esci dalle tue certezze, dalle abitudini, condizionamenti per essere capace di accogliere il Signore che passa. «Il Signore passa»: lo cerchiamo come un «un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce nel vento», ma il Signore «non è un vento impetuoso, né è nel terremoto, né nel fuoco che devasta».
«Nella voce tenue del silenzio» il profeta «Elia si coprì il volto con il mantello» ed incontrò il Signore Dio, dimenticando chi lui stesso era, lasciando dietro l’uomo vecchio, pronto ad accogliere l’uomo nuovo che l’incontro con Dio portava, donante.
3. Ogni uomo incontra Dio:
nel dialogo umile, sincero e segreto nel proprio intimo. Umile non è dimesso né servile; è filiale: il figlio dialoga con il Padre riconoscendo propri limiti e debolezza, accoglie la presenza divina senza l’orgoglio dell’autosufficienza;
nel Silenzio e nell’Ascolto: sa fare silenzio fuori e dentro di sé, aiuta a percepire la voce di Dio nel profondo della propria coscienza;
nella testimonianza del Pane ricevuto insieme ai fratelli nei momenti comunitari e visibili della fede, in particolare nell’Eucaristia;
nella testimonianza del pane nell’Amore e nella “charitas” per il prossimo, quando il cuore avverte l’intima esigenza di essere vicino ai fratelli felici di sentirsi benvoluti ed accolti. Non è una distribuzione caritativa ed elemosinante di beni, ma una continua presenza d’amore e d’accoglienza;
nella contemplazione della bellezza del Creato che rimanda al Creatore.
4. «Vieni!». “Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!»”.
«Vieni!». “E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»”.
Ed a tutti i discepoli: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
«Davvero tu sei Figlio di Dio! Cristo secondo la carne, tu sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen».
(didon)